Corte Penale Internazionale: l’arresto dell’ex vice presidente del Congo Jean Pierre Bemba e’ un passo importante verso la fine dell’impunita’ per i potenti colpevoli di gravi crimini

26 Mag, 2008 | Comunicati Stampa

Il 24 maggio è stato arrestato a Bruxelles l’ex Vice Presidente della Repubblica Democratica del Congo Jean Pierre Bemba. Le autorità belghe lo hanno arrestato a seguito del mandato di cattura della Corte Penale Internazionale per Quattro capi di imputazione che rientrano nei crimini di Guerra e due per crimini contro l’umanità, commessi nella Repubblica Centro Africana tra l’ottobre del 2002 e il marzo del 2003.
Si tratta della quarta persona arrestata a seguito di un mandato della Corte e della prima persona nell’ambito delle investigazioni della Corte nella Repubblica Centro Africana.

Dichiarazione di Sergio Stanzani e Gianfranco Dell’Alba, Presidente e Segretario Generale dell’associazione radicale Non c’è Pace Senza Giustizia:

“Non c’è Pace Senza Giustizia esprime la sua soddisfazione per questo arresto, che consideriamo come un passo importante verso la fine dell’impunità per tutti coloro che si siano macchiati di crimini gravissimi come il genocidio, I crimini di Guerra e contro l’umanità. Come radicali, convinti e in prima fila da oltre quindici anni per l’istituzione della Corte Penale Internazionale come primo segmento di un nuovo diritto internazionale uguale davvero per tutti, dal cittadino al generale e al Capo di Stato, non possiamo che congratularci con il Belgio per aver dato seguito immediato al mandato di cattura secondo quanto previsto dallo Statuto della Corte per quanto riguarda il principio della complementarità.

Il fatto che tra I crimini attribuiti a Bemba vi siano anche crimini sessuali, commessi in modo estremamente brutale nella Repubblica Centro Africana, è il segnale che la Corte è in grado di rispondere davvero a quanto sofferto dalle vittime e conferma che I crimini sessuali come lo stupro possono essere considerati in determinate circostanze come crimini gravissimi.

Ora è importante che la Corte dia avvio in modo consistente e ampio ai programmi di informazione presso la popolazione della Repubblica Centro Africana, perchè quanto sta accadendo venga conosciuto e compreso e ogni cittadino possa quindi essere pienamente coinvolto nell’iter dello svolgimento processuale. L’informazione non è un lusso né un elemento secondario. E’ invece l’elemento fondamentale e detrminante per garantirsi la collaborazione di possibili testimoni e per ripristinare nella popolazione la fiducia nelle istituzioni nazionali ed internazionali.

Vogliamo sottolineare che se Bemba fosse stato in Italia, il nostro paese non sarebbe stato in grado di consegnarlo né di processarlo. Infatti l’Italia è pericolosamente inadempiente a questo riguardo. Pur avendo ratificato lo Statuto nel 1999, ancora non è riuscita ad adeguare la propria legislazione interna a quanto previsto dallo Statuto stesso. Il Governo deve quindi porsi come priorità questo atto dovuto che per troppo tempo è stato relegato tra gli affari di scarsa importanza. Come celebreremo altrimenti il prossimo 17 luglio, decennale dell’adozione dello Statuto da parte della Conferenza Diplomatica dei plenipotenziari dell’ONU, che fu ospitata proprio dall’Italia a Roma, con grande impegno e sforzo diplomatico?”

Per ulteriori informazioni: Alison Smith, asmith@npwj.org or +32-486-986 235 o Nicola Giovannini ngiovannini@npwj.org o +32-2-548-3913.